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Un caso di “ordinaria” ingiustizia

Il 25 novembre 2009 la quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo ha assolto Calogero Gueli dall’accusa di concorso esterno in associazione delinquenziale di stampo mafioso.

I FATTI

La notte del 22 giugno 2006 viene arrestato Calogero Gueli, sino ad allora sindaco del comune di Campobello di Licata in provincia di Agrigento. L’arresto avviene in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare che contesta, all’uomo politico siciliano, i reati di associazione mafiosa ed estorsione. Diciannove giorni dopo l’arresto, il Tribunale della Libertà ne dispone la scarcerazione per insufficienza di indizi. Qualche giorno dopo (15 luglio 2006), il Comune di Campobello di Licata viene sciolto per infiltrazioni mafiose.
La Procura della Repubblica ricorre in Cassazione contro la scarcerazione. La Corte di Cassazione annulla l’ordinanza di scarcerazione e rinvia ad una nuova sessione del Tribunale del Riesame. Il nuovo Tribunale conferma la custodia cautelare in carcere ma ne sospende l’efficacia sino al passato in giudicato della decisione. Il 22 novembre 2007 la Cassazione respinge il ricorso della difesa e Calogero Gueli viene arrestato una seconda volta. Nel corso del processo, svolto col rito abbreviato, la Procura chiede la condanna di Calogero Gueli per associazione delinquenziale di stampo mafioso di cui all’articolo 416 bis e quale mandante di una estorsione ai danni dell’impresa Ventura Vincenzo. Il 30 novembre 2008 il Giudice dell’Udienza preliminare lo condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, venendo a cadere, dunque, sia l’accusa di associazione che quella di estorsione. Il 25 novembre 2009 la quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo ha assolto Calogero Gueli dall’accusa di concorso esterno in associazione delinquenziale di stampo mafioso.
Calogero Gueli ha passato quasi due anni tra carcere e arresti domiciliari. Un tribunale lo ha poi dichiarato innocente. Nel frattempo è stata distrutta la vita e la carriera politica di un uomo; è stata sciolta un’amministrazione comunale efficiente con argomentazioni risibili; è stata compiuta un’estrema ingiustizia!
PS Il sottoscritto è stato assessore della disciolta giunta comunale per otto mesi.

  1. INTORRE ANGELA
    5 gennaio 2010 a 22:53 | #1

    All’ESIMIO ON.GUELI. Questa mia riflessione nei suoi riguardi e’ spontanea e sincera.PURTROPPO “la vita” si e’divertita a ferire e discriminare un onesto galantuomo,qual’e’ l’On.Gueli,ripagato con ignominia e calunnia da amici e delatori.Lo sbaglio mai ammesso,PRESTO O TARDI,ricadra’ su coloro che ingiustamente gli hanno fatto del male,in perfetta MALAFEDE. Ma il buono e bravo On.Gueli si distinguera’ sempre come uomo schietto e libero,ma soprattutto giusto,e come grande uomo politico che e’ sempre stato e sempre sara’,e,che IDDIO LO BENEDICA SEMPRE.

  2. Saro
    6 gennaio 2010 a 0:10 | #2

    Gentile Angela Intorre, il giudizio sui politici che tanto hanno realizzato lo darà la storia, purtroppo quando loro non ci saranno più. Intanto un tribunale della repubblica ha dato un giudizio sulla innocenza di un politico accusato e condannato ingiustamente. Aspettiamo ancora l’ultimo grado della giustizia italiana, quello della Cassazione. Personalmente ho sempre pernsato che Gueli fosse innocente; i giudici gli hanno dato ragione. Le sentenze non si commentano, al limite si appellano. Grazie del commento.

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