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Posts Tagged ‘Consigli Comunali’

Proroga scioglimento Campobello

21 dicembre 2009 Rosario Nessun commento

Torno sull’argomento dello scioglimento del Consiglio Comunale del Comune di Campobello di Licata, già trattato nel post precedente, per affrontarne un particolare aspetto: la proroga dello scioglimento e della Commissione prefettizia che lo amministrava avvenuta il 16 gennaio 2008. Ciò perché nella relazione del Ministro dell’Interno di allora (Giuliano Amato) che accompagna il decreto c’è un passaggio che mi tocca particolarmente. Il passo che mi riguarda recita: “L’attivita’ della commissione straordinaria e’ stata peraltro condizionata negativamente dal pervicace atteggiamento di alcuni esponenti della disciolta compagine amministrativa, da anni presenti sulla locale scena politica che, forti di una fitta rete di relazioni interpersonali, continuano con atteggiamenti arroganti e provocatori ad interferire nella vita amministrativa dell’ente, avvalendosi della posizione di sottomissione e di riverenza di alcuni funzionari e di parte del personale assunti nel corso delle precedenti gestioni amministrative. Indicativa di tale contesto ambientale risulta essere l’azione diffamatoria posta in essere da un ex assessore della giunta comunale rimossa che, attraverso volantini con titoli ad effetto, mirava a delegittimare l’operato dell’organo di gestione straordinaria.”
Ebbene sì quell’ex assessore sono io. Infatti una volta decaduto dalla carica tornai a fare politica come militante della locale sezione dei Democratici di Sinistra sino al marzo 2007. Alla fine di tale mese, nel corso del congresso di sezione venni eletto segretario della storica sede locale dei DS. All’inizio del 2007, come partito politico che aveva amministrato il comune per larga parte del dopoguerra, cominciammo ad ingaggiare una campagna di stimolo dell’operato della Commissione Straordinaria che governava la città. Tutto ciò nella piena ed assoluta convinzione che l’amministrazione democraticamente eletta fosse stata sciolta senza valide motivazioni e che, alla fine dell’odissea giudiziaria l’ex leader di quella amministrazione sarebbe stato riconosciuto innocente (il 25 novembre 2009 la quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo ha assolto Calogero Gueli dall’accusa di concorso esterno in associazione delinquenziale di stampo mafioso). Riporterò di seguito i volantini con titoli ad effetto che citano il Ministro ed il Prefetto. Vi accorgerete, dalla lettura, che non miravano affatto a delegittimare l’operato dell’organo di  gestione straordinaria. Essi vertevano solo su problematiche politiche ed amministrative. Magari il linguaggio in alcuni casi è stato sarcastico; ma gli scritti vertevano sempre su fatti concreti, documentati e, nella stragrande maggioranza dei casi, su argomenti sollevati da cittadini che si recavano nella sezione per avanzare lamentele e/o proposte. Io e la classe dirigente del partito dei DS abbiamo solo svolto, a livello locale, il ruolo che la Costituzione assegna ai partiti politici.

Solidarietà sociale (Leggi il volantino)
Un volantino informava la cittadinanza, vista la carenza di forme di comunicazione, che la precedente amministrazione aveva stanziato 112.000,00€ per l’assistenza alle famiglie bisognose e che le somme destinate alla solidarietà sociale non rientrano tra quelle di cui si deve tenere conto per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal patto di stabilità e, se non spese, non migliorano, sotto questo profilo, il bilancio comunale. Ciò in quanto la commissione in sei mesi aveva concesso solo 3 contributi a famiglie povere.

Comunicato stampa per mancata sepoltura di indigenti (Leggi)
Si portava a conoscenza la cittadinanza che due giovani indigenti giacevano da mesi nella nelle celle frigorifere del cimitero di Campobello di Licata perché non avevo un loculo dove poter essere collocati. Inoltre i Democratici di Sinistra si rendevano disponibili a fare fronte al pagamento dei loculi.

Completamento rete idrica (Leggi)
La precedente amministrazione aveva dato incarico di progettazione per la realizzazione di alcuni tratti di rete idrica nelle periferie dell’abitato ed aveva, su suggerimento dell’Eas, fatto includere un anello di congiunzione per servire tutte le palazzine costruite sull’asse nord-sud dell’abitato per rifornire di acqua potabile gli abitanti. Per delle disattenzioni dell’ufficio tecnico l’opera andò in gara con ritardo e i lavori non furono consegnati dalla passata amministrazione. Risultava che la Commissione straordinaria, al febbraio 2007, non aveva ancora dato l’autorizzazione a stipulare il contratto e non se ne capiva  la ragione.

Impianti fotovoltaici, pavimentazione del centro abitato; rete fognaria
Si informava la cittadinanza che alcune che opere si stavano realizzando nel febbraio 2007 (pavimentazione del centro abitato; rete fognaria) erano frutto della precedente amministrazione. Inoltre erano stati richiesti dal Comune tre distinti finanziamenti all’Assessorato Regionale Industria per l’ammissione alle agevolazioni previste dal cosiddetto “conto energia” per la realizzazione di tre impianti fotovoltaici. Era prevista l’erogazione di un contributo proporzionato alla quantità di energia prodotta per venti anni oltre al ricavo della vendita dell’energia elettrica. La cifra per i tre impianti ammontava a quasi 2 milioni e mezzo di euro. L’operazione sfumò perché gli impianti dovevano essere realizzati entro un anno dall’emissione dei decreti di ammissione alle agevolazioni e cioè entro il mese di aprile dell’anno 2007.

Realizzazione dell’impianto di produzione di energia elettrica da biogas
La commissione aveva cancellato dalla programmazione delle opere pubbliche la realizzazione dell’impianto di produzione di energia elettrica da biogas nella discarica sub comprensoriale di contrada Favarotta. La perdita per il comune è stata di 700.000,00 euro.

Pubblica illuminazione e situazione idrica
Su segnalazione di molti cittadini si chiedeva perché da più di un mese non venivano sostituite le lampade della pubblica illuminazione. Inoltre veniva segnalato che era diminuita la dotazione idrica a disposizione del Comune invitando l’amministrazione ad attivare potabilizzatore di contrada Fondachello.

Nota sullo stato del Programma triennale delle Opere Pubbliche

Nota sull’organizzazione del personale

Comunicato stampa sulla ricorrenza del 25 aprile

Approvvigionamento idrico residenze estive ed attività pubbliche con autobotti

Chiarimenti del servizio rapporti con il pubblico

Lo scioglimento dell’amministrazione di Campobello di Licata

19 dicembre 2009 Rosario Nessun commento

Con provvedimento del 30 marzo 2004 il Prefetto di Agrigento disponeva  l’accesso ispettivo presso il Comune di Campobello di Licata al fine di verificare la presenza di forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata. Insediatasi la commissione ispettiva e vagliata l’attività amministrativa del Comune di Campobello di Licata la stessa, al termine delle proprie operazioni, nel mese di settembre del 2004, provvedeva ad inoltrare l’esito di detta verifica alla Prefettura proponente per l’assunzione dei provvedimenti consequenziali. Nessun provvedimento veniva, però, assunto nell’immediatezza da detta Prefettura. Anzi, secondo notizie giornalistiche del tempo, il Prefetto di Agrigento riferiva che nessuna forma di ingerenza e/o compromissione dell’attività pubblica era stata riscontrata a carico dell’amministrazione del Comune di Campobello di Licata e che, pertanto, nessun provvedimento di scioglimento sarebbe stato assunto nei confronti della stessa. Senonché, a distanza di quasi due anni, essendo stato arrestato il Sindaco (che sarà assolto il 25 novembre 2009) a fronte di un accertamento ispettivo che di sicuro diversi dubbi poneva posta l’inattività nell’immediato da parte della detta Prefettura, senza che siano stati compiuti ulteriori e nuovi accertamenti, nuove ispezioni presso il Comune di Campobello di Licata o, comunque, richiesti chiarimenti o integrazioni all’amministrazione, il Ministro dell’Interno, su impulso del Prefetto di Agrigento, recupera l’esito del detto accertamento e formula in data 13.07.2006 (22 mesi dopo la conclusione dell’accertamento ispettivo) la proposta di scioglimento degli organi elettivi nominati a seguito della consultazione elettorale del 26.05.2002 in quanto caratterizzata da forme di ingerenza criminale tali da comprometterne l’imparzialità, il buon andamento ed il regolare dei servizi ad essa affidati. Sulla scorta di tale proposta il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 14 luglio 2006, deliberava lo scioglimento dei detti organi elettivi, inviando al Presidente della Repubblica gli atti per l’adozione del necessario Decreto di scioglimento (firmato il 18 Luglio 2007).
Secondo il Decreto di scioglimento (e relative relazioni allegate) l’amministrazione comunale è stata sciolta per il ritenuto collegamento tra l’amministrazione uscente dalle consultazioni elettorali del 26.05.2002 e la criminalità organizzata. Ciò attraverso le figure di taluni amministratori o di talune imprese ritenute, a diverso titolo, vicine a soggetti gravitanti nel detto mondo della criminalità organizzata che, secondo la ricostruzione offerta, sovente hanno intrattenuto rapporti con la detta amministrazione. Conseguenza di tali collegamenti viene individuata nella massiccia ingerenza criminale sull’attività amministrativa, tale da comprometterne l’imparzialità nella gestione, il buon andamento ed il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati, con particolare riferimento al settore degli appalti pubblici ove si assisterebbe al precostituito disegno di dirottare gran parte del flusso finanziario pubblico in favore di alcune imprese contigue ad esponenti malavitosi e, segnatamente, di talune di esse specificatamente indicate e riconducibili ad un noto latitante locale. Lo strumento a tal fine individuato ricadrebbe, sempre secondo la ricostruzione offerta, nell’eccessivo ricorso agli strumenti della trattativa privata, del cottimo appalto e della somma urgenza in violazione della normativa dettata in materia
Rapporti degli amministratori con la criminalità organizzata
Per come sinteticamente espresso nella proposta del Ministro, un amministratore è cognato di un pregiudicato, censurato per associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso in duplice omicidio, già in carcere da 12 anni (non si comprende come abbia potuto influire sull’amministrazione uno in carcere da 12 anni) senza dire che ha anche un genero che è nell’arma dei carabinieri; è  assolutamente incensurato;  nessun collaboratore di giustizia né ha mai fatto riferimento; a oggi lo stesso non ha subito nessuna azione penale di alcun tipo; ha svolto ininterrottamente, negli ultimi 50 anni, attività politica che spesso lo ha visto ricoprire un ruolo pubblico, senza che mai gli sia stato imputato alcunché. Inoltre il cognato del detto amministratore appartiene ad una famiglia contrapposta, per come rilevato dagli stessi organi accertatori, a quella oggi ritenuta dagli inquirenti predominante sul territorio. Così dicasi per l’altro amministratore, “figlio di un defunto mafioso” come dice il rapporto, morto, ma morto nel 1976, trenta anni fa!, (non ci risulta che i morti possano condizionare dalla tomba un’amministrazione), senza dire che su questo amministratore né sull’altro risultano censure, addirittura a uno dei due, al figlio del “defunto mafioso” non risulta nemmeno una infrazione per divieto di sosta. In questo paese la responsabilità penale non è personale come la condotta morale? O le colpe dei padri e dei parenti ricadono su figli, cognati e parenti in genere? Così dicasi dei consiglieri. Uno di maggioranza e uno di minoranza. Quello di maggioranza è figlio di una figlia del “defunto mafioso” morto trenta anni fa, l’altro di minoranza ha sempre votato contro i provvedimenti dell’amministrazione. La sua influenza è stata irrilevante. Il ritenuto “collegamento” tra l’amministrazione comunale e la criminalità organizzata viene rinvenuto esclusivamente nel detto rapporto di parentela, senza l’indicazione di ulteriori elementi che confermino o quantomeno facciano propendere per tale evenienza.
Imprese
Nella monografia che potete leggere in fondo a questo post, viene dato conto di ogni singola impresa che ha avuto rapporti con il Comune, in modo particolareggiato, per dare un quadro esaustivo del vero operato degli organi del Comune, del rispetto delle leggi e dei suoi regolamenti. Viene confutato quanto scritto sull’affidamento a trattativa privata dei lavori di manutenzione straordinaria delle scuole elementari che, a parere della commissione, è ingiustificato quanto invece è giustificato per legge e regolamento comunale e così dicasi per il rilievo sull’altro lavoro che non era un lavoro a base d’asta, bensì un progetto di finanza, (realizzato con il capitale dell’impresa). Viene dato conto analiticamente, nel corso dell’esposizione, dell’intero settore degli appalti per rigettare con forza, anomalie e irregolarità riscontrate che, ad avviso della commissione, hanno permesso “di dirottare le risorse finanziarie verso le imprese individuate, in massima parte locali, e sovente contigue ad esponenti mafiosi ovvero legate con rapporti di parentela con amministratori locali”. Viene smentito l’assunto che le risorse finanziarie sono state dirottate verso parenti degli amministratori.
Le ditte i cui titolari hanno parenti nell’amministrazione sono tre ed hanno effettuato forniture o lavori per conto del Comune per un importo risibile in otto anni e nessun servizio. Si precisa che le ditte nei confronti delle quali è stato ordinato la confisca dei beni si riducono a due, Falsone Carmela e Middioni Angelo (successivamente assolto)che hanno svolto lavori per il Comune di Campobello di Licata, la prima per un importo di 4,000 euro e il secondo per un importo di 24.000 nel corso di due anni e prima della consiliatura del maggio 2002 e quando nei loro confronti non era emerso nulla di rilevante e la camera di Commercio attestava la certificazione antimafia. Si nota, semplicemente, che non c’è stato un “frequente ricorso” al cottimo fiduciario, dal momento che ne sono stati celebrati soltanto sei e di “modesto importo” come ha sottolineato la stessa commissione, cottimi celebrati perché la legge lo prevedeva, nel periodo in cui sono stati determinati. Non si è costituito l’albo delle imprese perché vietato per legge sin dal 2000. Sulle somme urgenze vengono chiariti tutti gli aspetti e rigettati i rilievi sollevati dalla commissione.
Sulla discarica si precisa soltanto che non si tratta di una discarica di ingombranti, ma di una discarica per rifiuti solidi urbani esaurita e dismessa e su cui si stavano portando avanti i progetti per la conduzione post mortem, per cui i terreni debbono essere espropriati e non possono essere restituiti al proprietario originario, come adombrato dalla commissione. In merito all’aumento del prezzo verificatosi nel 1999, si fa notare che l’attuale curatore ha chiesto anche lui un aumento del canone.
Da quanto detto e per tutto ciò che sarà esposto in dettaglio, non trova alcun fondamento l’asserita “vicinanza tra l’amministrazione comunale e la criminalità organizzata né è stato alterato il ruolo che la legge assegna al Comune di Ente esponenziale della comunità di cittadini , portatore generale dei loro interessi” né tanto meno “è venuta meno l’osservanza del principio di legalità né c’è stato un uso distorto delle funzioni pubbliche da pregiudicare le fondamentali garanzie democratiche, e da minare il principio di salvaguardia della sicurezza pubblica e compromesso le legittime aspettative della popolazione.”
Concludo sottolineando che l’amministrazione di Campobello di Licata vantava una nomea di efficacia, efficienza, di economicità, di buon governo e imparzialità tanto che si era soliti dire nel circondario che quella di Campobello doveva essere presa a modello dagli altri Comuni.

Leggi la monografia